Visualizzazione post con etichetta Italicum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italicum. Mostra tutti i post

martedì 20 settembre 2016

I 5 Stelle vogliono tornare alla Prima Repubblica

Poiché è oramai certo che l' Italicum cambierà, oggi alla Camera anche i 5 Stelle hanno presentato la loro proposta di legge elettorale: un proporzionale puro con circoscrizioni medio-piccole e con preferenze, ma senza premi di maggioranza. E' il sistema che più di ogni altro garantisce la rappresentatività ai cittadini, sostengono.
Ed è vero.
Peccato però che la sera delle elezioni con questa legge non sapremo né chi ha vinto né chi ci governerà.
Senza premio di maggioranza infatti, tutto verrà rinviato a dopo le elezioni, quando il partito che avrà ottenuto più voti, dovrà trattare e allearsi con partiti e partitini (e saranno tantissimi, visto che non vi saranno sbarramenti) per cercare di arrivare al 51%.
Tutte cose che i più vecchi di noi hanno già visto. Eh già perché il proporzionale puro e senza sbarramenti è la legge rimasta in vigore dal 1948 al 1993.
E poi come faranno i grillini se risulteranno primo partito a formare una maggioranza, dal momento che non vogliono fare alleanze?
Qualcuno glielo può chiedere?

venerdì 27 maggio 2016

Ma i pericoli per la democrazia non vengono da un governo forte

I parlamentari della Camera saranno 630 anche dopo l' eventuale approvazione della riforma costituzionale.  Perciò la maggioranza sarà di 316 voti, la metà di 630 più uno.
Grazie al premio dell' Italicum, la lista vincente otterrà 340 seggi (il 55%). Solo 24 in più del necessario. Non mi sembra un divario cosi stratosferico, tale da rendere impossibile all' opposizione (278 seggi, i 12 mancanti sono quelli riservati agli italiani all' estero) di far passare qualche emendamento.
Si afferma che con quei numeri, la maggioranza si eleggerà il PdR e i membri del Csm da sola. Ma si dimentica che questi ultimi saranno eletti per due terzi dal giudiziario e solo un terzo dal parlamento. Mentre l' elezione del PdR avverrà com' è ora, ossia con maggioranza dei due terzi per i primi tre scrutini. Dal quarto la maggioranza richiesta passa ai tre quinti, mentre solo dopo l'ottavo scrutinio si procederà a maggioranza assoluta.

Pericoli di svolte autoritarie cosi come paventate dai sostenitori del no, quindi non ne vedo. Anche perché in molte materie si voterà con voto segreto, dove le imboscate al governo non mancheranno di certo. Sicuramente, grazie al fatto che la maggioranza sarà costituita da una lista di partiti e non da una coalizione, la governabilità sarà assicurata. Ma la storia insegna che i pericoli per la democrazia non vengono da un governo forte, decisionista, bensi dal suo contrario: da un governo debole, frammentato e quindi incapace di decidere. La repubblica di Weimar insegna.