Parole dette due giorni fa dal patron della FCA a un incontro alla Luiss. Bene, bravo, bis.
Ora però, visto che non hanno coscienza né morale, tocca mettersi d' accordo su chi deve impedire, e come, ai mercati di nuocere alla società e alla vita umana, senza però alterarne o frenarne il funzionamento.
Ebbene solo lo Stato può assolvere il compito. Tocca allo Stato mettere
limiti alla deregulation selvaggia introducendo obblighi quali il
rispetto dell' ambiente, un più consapevole sfruttamento delle risorse e
pene più severe per reati tributari o societari. E se i singoli Stati
sono inermi di fronte alla grandi corporation mondiali, ebbene
intervenga la UE. Come in effetti avvenne quando Monti, commissario UE
alla concorrenza, vietò la fusione tra Honeywell e General Electric e
multò di un mld. di dollari la multinazionale del tabacco Philip Morris.
O quando, più recentemente, la UE inflisse una megamulta di 900 mln. di
euro alla Microsoft per abuso di posizione dominante (e poi i Salvini e
altri critici della UE, dicono che a Brussel si occupano solo delle
misure dei cetrioli e delle banane). Ed è dell' anno passato la notizia
che Google ha accettato di pagare 320 mln. di euro di tasse al fisco
italiano, sui proventi realizzati nel nostro Paese.
Tutti queste sanzioni hanno sollevato vibrate proteste d' Oltreoceano (sono tutte aziende americane), con accuse alla UE di essere uno Stato socialista. Con che faccia, dico io, dopo che per colpa della loro deregulation selvaggia, hanno prodotto danni infiniti all' economia mondiale.
P.S. a proposito, ma sui proventi realizzati in Italia in quale paese le paga le tasse la FCA?
Tutti queste sanzioni hanno sollevato vibrate proteste d' Oltreoceano (sono tutte aziende americane), con accuse alla UE di essere uno Stato socialista. Con che faccia, dico io, dopo che per colpa della loro deregulation selvaggia, hanno prodotto danni infiniti all' economia mondiale.
P.S. a proposito, ma sui proventi realizzati in Italia in quale paese le paga le tasse la FCA?