Le parole della ministra Boschi in Abruzzo, sopratutto la sua affermazione che con la vittoria del SI l' Italia, e di riflesso l' Europa, sarà più forte e stabile e quindi meglio attrezzata a combattere il terrorismo, hanno scatenato in molti commentatori una ridda di critiche che vanno dal sarcastico (D' Alema) all' offensivo (Travaglio).
Invece, cari commentatori dei miei stivali, la Boschi ha proprio ragione. Perché è inutile farsi illusioni, se la riforma non passa Renzi e con lui i ministri piddini al governo si dimetteranno, la maggioranza si sfalderà e bisognerà andare a nuove elezioni. Non prima però di aver formato un nuovo esecutivo, di tutti tecnici oppure di solidarietà nazionale, il cui compito precipuo, oltre all' ordinaria amministrazione, sarà quello di fare una nuova legge elettorale. Giacché è impensabile andare alle urne con due leggi tanto diverse, come quelle della Camera (Italicum) e del Senato (Consultellum).
Passeranno cosi 5-6 mesi, se va bene, durante i quali è facile prevedere un' ondata speculativa contro l' Italia. Ma questo sarebbe il minimo, perché un Paese in preda al caos istituzionale come sarà il Nostro, con i controlli inevitabilmente allentati, farà gola agli aspiranti jhadisti. Senza contare che avere al proprio interno un paese instabile, con un governo conscio di essere pro tempore, nuocerà allo sforzo comune europeo per fronteggiare emergenze quali l' immigrazione e il terrorismo.